Irene Soave

bile

In le parole di oggi on 2 luglio 2010 at 5:33 pm

Nera, ovviamente. Il caldo dà alla testa: e l’estate, l’estate in città ovviamente, è la stagione dei travasi di bile.

Il Brasile è fuori dai Mondiali, battuto dall’Olanda, grazie anche a un autogol di Felipe Melo, e l’ex verde-oro Ronaldo twitta: “Melo non venga a fare le vacanze in Brasile quest’estate”. Lippi agli inviati di una trasmissione satirica che lo hanno raggiunto in vacanza: “Pezzi di merda”. Napolitano fa capire che non firmerà la legge sulle intercettazioni, e Ghedini lo attacca: “Giudizi che non gli competono”.Tremonti: “Sud Italia, basta cialtronerie”. Anche tra Fini e Bondi volano parole grosse, e sulla questione dei pedaggi ai caselli sulle bretelle Anas a Roma Alemanno ha detto: “Se mettono un raccordo sul casello io giuro che lo sfondo”.

In questo clima arroventato mi incazzo pure io. Mi incazzo, non come una giornalista, ma come una bestia. L’Italia è un paese di pendolari, milioni di persone vivono in provincia e lavorano in città, e l’unico modo di muoversi è con treni da terzo mondo, in cui pagare col bancomat è tanto strano come tirare fuori una banconota a fotoni e pretendere di pagare con quella, il personale è del tutto inutile, la puntualità è un miraggio.
Ieri sono tornata da Milano con un treno regionale: tra Sesto San Giovanni e casa mia a Torino ho impiegato QUATTRO ORE. Quindi oggi ho cercato di comprare dal sito la graziosa offerta speciale del carnet di 10 biglietti Frecciarossa al prezzo di 8. Molto pubblicizzata, ma impossibile da acquistare on-line (sono pronta a smentirmi se qualcuno nei commenti mi spiega come si fa, ma non si può: tutte le pagine del sito pubblicizzano l’offerta, ma non ce n’è una sola per acquistarla). Allora dopo mezz’ora di smanettamenti e chiamate al call-center (dove lavorano ragazze scortesi, meritatamente precarie, addestrate a non dare mai risposte esaurienti) getto la spugna e provo a comprare online un singolo biglietto. Non si può. La mia carta di credito l’ho già usata una volta: dalla seconda scatta la richiesta di un account visa-security, che però si può aprire solo inserendo molti dati, tra cui un codice cliente dall’ultimo estratto conto. Naturalmente non ce l’ho con me. Non resta che andare alla biglietteria. Alle 18 arrivo a Porta Garibaldi. Due biglietterie aperte, 40 persone in coda, una macchinetta su tre è rotta, alle altre due sono in coda in 34. Faccio la coda alla macchinetta, ma quando arriva il mio turno il bancomat si inceppa. Sono le 18.30. Mi rimetto in coda alla biglietteria, perdendo altri 27 minuti. Ottengo il mio biglietto (31 euro) alle 18.57, il treno partirebbe alle 18.59. Menomale che è in ritardo.

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