Irene Soave

zucchero

In le parole di oggi on 27 giugno 2010 at 12:07 pm

Ed ora vuoi sostare dove un filtro
fa spogli i suoni
e ne deriva i sorridenti ed acri
fumi che ti compongono il domani;
ora chiedi il paese dove gli onagri
mordano quadri di zucchero dalle tue mani
e i tozzi alberi spuntino germogli
miracolosi al becco dei pavoni.

Ne basta un poco, e la pillola va giù. Non quella contraccettiva, in Italia: sono circa centomila l’anno, nel nostro paese, i figli del coito interrotto. La notizia, lo so, non è fresca di giornata: ma da sempre lo zucchero serve anche a questo, a candìre, conservare, immortalare la frutta al di fuori della stagione. Ne parla anche Il Giornale.

Lo pane altrui, invece, sa di sale, è noto. Non solo perchè è diverso da quello di casa: ma perchè spesso si è costretti a condividerlo con altri, e “l’inferno sono gli altri”, anche questo è noto. Sa di sale, quindi, anche il caffè altrui: in queste orrende bolge che sono i banconi dei bar cittadini la mattina – ma non ci si può bere una tazza di moka al volo a casa propria? – non c’è molta convivialità, e anche il buon senso va a farsi benedire. Per cui a Milano – la gioviale Milano, parbleu!una donna che metteva troppo zucchero nel suo caffè è stata aggredita dalla barista che le ha ingiunto di pagarlo.

“Sarebbe bastato un cucchiaino di energia” a salvare Stefano Cucchi, morto a Regina Coeli il 22 ottobre scorso. Lo dicono i manifestanti romani della campagna virale che con volantinaggi, flash mob e azioni di protesta ricorda Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri e Stefano Cucchi, uccisi dalle forze dell’ordine. Stefano Cucchi aveva rifiutato l’alimentazione, scrissero i medici di sanità penitenziaria del Pertini. Proprio a loro, l’altro ieri, i manifestanti hanno portato cinquanta sacchi di zucchero, che hanno sparso a terra.

Infine oggi la guardia di finanza ha acquisito una lista di 12o0 presunti evasori fiscali che avrebbero nascosto o fatto transitare un totale di un miliardo di euro su conti a San Marino. Tra di loro calciatori (Amoruso e Palombo) e industriali (dal salumiere Levoni al mobiliere Berloni); e c’è anche la popstar Zucchero, oggetto di una satira al vetriolo, firmata Aldo Grasso, sul Corriere di oggi.

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