Irene Soave

cena

In le parole di oggi on 30 marzo 2010 at 8:59 am

Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio

Dal Vangelo in avanti la cena è spesso stata metafora e parabola, oltre che luogo privilegiato, di relazioni politiche, umane, di potere. Per questo mi sembra che arrivi puntuale, il giorno dopo una nuova sconfitta elettorale del centrosinistra (nonostante Bersani dica “bene, è un’inversione di tendenza” la realtà è che si sono persi Piemonte, Lazio, Campania e Calabria, e malaccio), il bell’aneddoto gastronomico che ha visto protagonisti, ieri sera, Massimiliano Fuksas e Guido Bertolaso in un’osteria chic di Roma.

L’archi-star Fuksas è a cena con una tavolata di amici-bene, immaginiamo stiano discutendo dell’arretratezza civile estetica e morale del nostro paese, quando entra Bertolaso: Fuksas lo insulta – ladro, pezzo di merda – la gente nel locale rumoreggia e lo difende, Fuksas allora, un vero signore, gli tira una formaggera e due ceffoni. La moglie dell’archi-star racconta al Corriere: “Bertolaso, nel frattempo, si era tutto rannicchiato sotto il tavolo. Io non capisco come certa gente abbia ancora il coraggio per andare in giro…” Forse si riferiva al marito.

A me mancano le competenze, gli strumenti e il cuore per capire perchè ancora una volta lo schieramento per cui io voto convinta da anni abbia perso, se è lo scollamento fra la sua classe dirigente e il famigerato paese reale, se è il vuoto dei programmi, se è il monopolio mediatico degli altri; ma certo la scenetta di Fuksas e Bertolaso è un ritrattino coerente con quello che sempre più italiani hanno del centrosinistra: che è fatto di intellettuali, che combatte gli avversari con ingiurie e nient’altro, che conserva una presunzione di innata superiorità morale, che la gente in realtà sta con gli altri, eccetera, eccetera.

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  1. Ottimo pezzo. Fuksas (petizioni e petizioni di architetti lo vogliono togliere dall’albo per i suoi obbbbrobri) è una tristissima metafora. E’ più pesante delle linee dei suoi edifici, ha problemi seri alle fondamenta ed è privo di colonne portanti.
    Poi c’è Bertolaso.

  2. Centrato il punto. Non possiamo permettere che figuri come Fuksas parlino a nome della sinistra. Abbaiare livore contro Berlusconi e i suoi non è un titolo sufficiente per rappresentare alcunchè.
    Non sopporto Fuksas quando sputa sull’Italia perchè non lo capisce e poi non se ne va mai, allettato dai contrattoni che fioccano sui suoi mostri. Ve la ricordate la sua “vela” alla nuova fiera di Milano? Sapete che il Comune di Milano, cioè noi, noi di sinistra, noi di centro e noi di destra, spendiamo 100.000 euro l’anno per la sua pulitura dal momento che l’archistar si è dimenticato di pensare a questo piccolo particolare? Speriamo che se ne vada davvero.

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