Irene Soave

telecamere

In le parole di oggi on 17 marzo 2010 at 2:28 pm

Non sento, non parlo. Ma soprattutto non vedo: sembra quasi una forma di omertà il rifiuto delle videocamere di Google Maps, che inquadrano tutta Napoli ma non le vie dello spaccio di Scampia. La street view di Google riprende tutto l’intorno, solo il quartiere di “Gomorra” è un buco nero. Google nicchia: non è chiaro il motivo dell’esclusione. Altre illustri assenti: la casbah di Tunisi, Medellin, le favelas di Rio. 

Quasi davanti alle telecamere, nel backstage dello Show dei Record, è morto He Pingping, l’uomo più basso del mondo. La morbosa Moira Orfei del circo Mediaset che lo ha lanciato, Barbara D’Urso, che ricordiamo stringerselo e pastrugnarlo, quel minuscolo vecchio di 22 anni, in mezzo alle sue proverbiali tettone rifatte, dice “un pezzettino del mio cuore piange”. L’Ansa: “il minuscolo cinese aveva 22 anni”. Da qualche parte ho letto pure “cinese bonsai”, ma come si fa. Ne parla, in modo appropriato e malinconico, Paolo Giordano sul Corriere di oggi.

E mentre restano spente le telecamere dei talk show e acceso il dibattito online (La Stampa copia il Corriere e mette Floris a condurre un dibattito in salsa piemontese Cota-Bresso; il Corriere continua la titolazione raffinata e, dopo il “Bocchino a Mentana Condicio” di due giorni fa, sfodera un bel “Duello Bindi-Bondi“, magari nella giungla), quelle del Tg1 continuano a darci brividi di novità. L’inchiesta di Trani, certo; ma anche la vicenda, segnalata dal sindacato Usigrai, delle assunzioni per la nascitura redazione del Tg1 web, blindate per i colleghi praticanti delle scuole di giornalismo romane Luiss, Tor Vergata, Lumsa. La storia la trovate a questo link. Io vorrei anche ricordare, minuscola nota a margine, che a capo della Luiss c’è proprio quel Pier Luigi Celli che qualche mese fa, in uno stucchevole editoriale, invitava i giovani a lasciare l’Italia perchè qui vincono solo i raccomandati. Ma và?
A proposito di giovani giornalisti: l’0ttima Annalisa Spinoso torna alla ribalta in questi giorni per la sentenza dell’Odg sul caso Mesiano: c’era lei dietro la telecamera del servizio incriminato, e l’Ordine della Sicilia vedrà come regolarsi. Su Facebook, tribunale popolare in stile De Filippi, rinverdiscono i gruppi contro la giovane giornalista, che al tg di Brachino aveva un contratto a termine. Io non spezzo lance e non faccio applausi: ma la vicenda del demenziale servizio sul giudice della sentenza Cir-Mondadori è un ottimo esempio di come le condizioni contrattuali e sindacali a cui noi giovani giornalisti lavoriamo ci rendano obbedienti e acritici, perchè ricattabili.

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