Irene Soave

pulite

In le parole di oggi, luoghi comuni on 22 febbraio 2010 at 10:28 pm

“Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla”.

Non siamo a una nuova Mani Pulite (Fini). Non siamo a una nuova Mani Pulite (Berlusconi) Non siamo a una nuova Mani Pulite (Alfano). A furia di ripeterlo convulsamente i nostri politici finiranno per crederci.

Della parola ”pulizia”, in questi giorni, si riempiono tutti, e volentieri, la bocca. E si arriva a vette abbacinanti di paradosso: come Silvio Berlusconi che propone misure più aspre contro il reato di corruzione. Soprattutto, dalle file (bianchissime) del suo partito inizia a levarsi un belato consistente: liste pulite, liste pulite, liste pulite. “Non candidiamo corrotti per almeno cinque anni”, è la boutade del discolo Gianfranco Fini, ad esempio. Chiede candidati puliti anche Letizia Moratti. Menomale che ci pensa subito il solerte Angelino Alfano a rintuzzarlo: “Sì al ddl anticorruzione, ma le ‘liste pulite’ devono farle i partiti”.

A Messina un gruppo di piccoli bulli è costretto a pulire la scuola insieme ai bidelli per punizione. Una donna delle pulizie, Rocchina Sabato, vince 500.000 euro al gratta e vinci, ma non vuole lasciare il lavoro. Guido Bertolaso si è detto “vittima di una catastrofe e ricoperto dal fango”, e chiede “di essere aiutato a pulire ciò che si può pulire“.

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