Irene Soave

troppo

In le parole di oggi on 5 febbraio 2010 at 10:41 pm

Stroppia, notoriamente. Non lo sa la she-devil di Codognè (Treviso), che sconvolta dalla separazione ha buttato giù la casa dell’ex marito con una ruspa. Già quelle che tagliuzzano i vestiti di lui o gli buttano le cose dalla finestra sono un po’ sopra le righe, ma qui c’è da avere paura.
Troppo rumore per nulla: oggi ha nevicato abbondantemente per qualche ora a Milano e Torino, e i giornali on-line pullulano di titoli e allarmi sul meteo. Non voglio essere pedante, ma: è inverno. Nevica. So what?

E ripetiamo, il troppo stroppia. Un consiglio in voga tra le sarte d’alta moda a Parigi, all’inizio del secolo scorso, era “mais sourtout, pas de zele“. Mettersi cinque accessori e toglierne tre. Indossare quattro colori e toglierne uno. Truccarsi ma poi passarsi una velina in viso, per non sembrare un mascherone. Pas de zele, non eccedere in zelo. Chissà se qualcuno l’ha detto a Ornella Muti, ex bellissima, ora, ospite da Chiambretti, un penoso pagliaccio. Somiglia un po’ a Cher, un po’ a Ilary Blasi, un po’ – perchè il modello di naso e zigomi è lo stesso – a Maria Giovanna Elmi, altra terrificante rifatta. Ma soprattutto somiglia alla vecchia che Pirandello identificava come esempio dell’umorismo. “Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa da quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili”. Prima fa ridere, poi fa un po’ pietà.

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