Irene Soave

nero italiano

In le parole di oggi on 13 dicembre 2009 at 9:11 am

nero su nero si avvicina il mattino…

Nero su bianco, pagare in nero, vedere tutto nero. Un film noir, un buco nero, incazzato nero. Una pagina nera della storia, una pagina nera del campionato. Si dice nero, non negro. E’ natu ‘nu ccriatur’, è nato niro, ‘a mamma ‘o chiamma Ciro, sissignore ‘o chiamma Ciro (vedere a questo proposito il povero Ferrara sotto torchio per la sua Juve scadente di questi giorni). Il nero, si sa, va bene su tutto: la parola di oggi però è una sua particolare sfumatura, il nero italiano. Sorvolo in fretta sul buon Corona incazzato nero che sferra pugni a Matrix perchè di essere italiano lui si vergogna, e per fortuna che dai giornali di questa settimana si è levato un grido unanime, caro Corona, “anche noi“.
   Poi ci sono i  “black bloc“, in gita a Copenhagen per il summit Onu sul clima. Ieri sono stati quasi mille i fermi di polizia quasi tutti rilasciati oggi. Oltre a quelli del giorno prima – tra i fermati anche sette italiani, e il figlio di Massimo Cacciari – che marciavano pacificamente, ma sono stati arrestati a titolo preventivo. E scontri con la polizia ci sono stati anche ieri a Milano, nel corteo (autorizzato) degli antagonisti per il quarantennale di Piazza Fontana. In mancanza di una sentenza che metta nero su bianco i nomi dei colpevoli, ancora mai scritta in quarant’anni, resta il bianco e nero dei filmati che da quarant’anni si rivedono in tv. Nel frattempo la tv è diventata digitale, abbiamo internet e colori al plasma, eppure siamo ancora a rivedere gli stessi filmati, sempre uguali e ogni anno sempre più vecchi, perchè ancora i mandanti della strage non hanno un nome. Filmati che i tg trasmettono stancamente, conditi dal solito clichè della “pagina nera” della storia d’Italia, ma senza mai dire, nemmeno en passant, che la responsabilità accertata di Piazza Fontana fu del movimento di estrema destra Ordine Nuovo (qui la voce su Wikipedia, che non nomina piazza Fontana ed è vagamente agiografica, perchè?) con la connivenza di una parte dei servizi segreti. Queste cose ieri non le ho sentite in nessun tg, a parte il tg3.
   “Nero”, infine, si dice “nero” e non “negro”: così vuole il politically correct della lingua italiana, adottando un uso americano che nel paese della schiavitù e delle lotte per i diritti civili aveva un senso, qui da noi mah.  Balotelli in nazionale lo vuole il 70% dei lettori di Repubblica, vedi sondaggio. Dopo “Non ci sono negri italiani” i tifosi nei bar e su facebook passano a “Non lo fischiamo perchè è nero, ma perchè è uno stronzo”. Un importante distinguo, introdotto forbendosi la bocca con la parola “nero” da quelli che sentono di più il peso dei tabù linguistici. Sarà. La lettera  su Repubblica di Pap Khouma, italiano nero, o negro, o marron, racconta tutta un’altra storia, molto più quotidiana e tignosa, e questa sì fa vergognare un po’. 

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