Irene Soave

la rentrèe, in palestra

In femminile plurale, le città invivibili, luoghi comuni on 31 agosto 2008 at 1:42 pm

“ho già una fame…” “guarda, lascia stare, prima di venire ho mangiato cinque biscotti… e ho fame lo stesso” “Oh, no, niente fuoripasto. Io aspetto sempre la cena. Non mangio mai niente prima, mia madre mi cucina tutto per bene, quindi aspetto la cena.”

Mutandine rosa decorate da gattini manga; bianche con laccetti di pizzo di fianco; di tulle fantasia; di pizzo rosso; nere con solo una catenella di strass nel culo e in vita, di microfibra a colori accesi, di seta; culottes albicocca; o niente del tutto, sotto i calzoncini in lycra da spinning. E discorsi di ogni tipo, su ogni argomento fuorché quelli che un maschietto, sbalzato in questo tripudio di biancheria, si sognerebbe: le donne nello spogliatoio della palestra si confrontano la fame, espongono nei particolari tutti i loro fuoripasto e si assolvono a vicenda, mostrano le pance piatte e i culi duri (chi può) o sbirciano le pance e i culi delle altre con occhiate svelte (chi non può); parlano di peli, ovviamente, di cerette a braccia pancia e schiena o del rasoio, “che è tanto più pratico e da quando a una mia amica gli è scoppiato un capillare sotto l’ascella e ha sanguinato due giorni non c’è ricrescita che tenga, io con la ceretta ho chiuso”. Di merda: per la cronaca, nonostante le verdure sono quasi tutte stitiche, e questa constatazione dell’inspiegabile dà la stura a dibattiti sugli alimenti che aiutano (bandire riso, cioccolata e banane) e alle vanterie per la propria stipsi come per le prodezze di un figlioletto un po’ discolo. Le tre o quattro sopra gli anta, che vengono con borsoni di Gucci e stivali di coccodrillo e capelli rossi o gialli, e abbronzatura artificiale e trucco spesso, sono molto a loro agio: hanno le loro preferite fra le più giovani, e di solito sono ragazze toniche e spigliate, che dicono “la loro” e si sanno divertire. Le guardano con aria un po’da tenutarie, un po’ da mezzane e dicono loro: “Oh, tu sei carina, hai un bel modo. Io più passa il tempo più guardo il modo di fare delle persone. Tu ci sai proprio fare, e poi sei giovane… Ce l’hai il ragazzo?”

“no, io davanti ai dolci non mi tengo…” “ah io stasera ai miei gli faccio il risotto, che gli piace più della pasta!” “della pasta? No, no, a me la pasta non si tocca, poi se mangio il riso io che non vado già mai in bagno figurati…” “ah ma sai una mia amica per quello cos’ha provato? L’olio. Al mattino. Due cucchiai a digiuno. Va da dio.” “eh ho capito, ma se al mattino mi bevo l’olio vengo in palestra per cosa?” “ah, è vero, ma tanto se poi sei gonfia…”

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